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Nel 1992 il figlio della Sig.ra Carla Castagnini di Modena, Massimo, passa per così dire - a miglior vita – dopo un incidente stradale. Nel 1993, un anno dopo, in occasione dell’anniversario, gli amici che suonavano con Lui in un complesso musicale, organizzano una festa per ricordarlo. In questa occasione la madre effettua alcuni scatti fotografici riprendendo i compagni di Massimo nelle loro performance. Ad un certo punto la macchina fotografica automatica si inceppa, il rullino non va più avanti! La macchina viene successivamente portata in un normale laboratorio fotografico nella quale si provvede ad estrarre il rullino in camera oscura. Sviluppate le poche fotografie effettuate quella sera, con grande sorpresa la madre ed alcuni amici di famiglia, notano come l’ultima fotografia nel negativo, corrispondente alla copia su carta fotografica, è stranamente affetta da una serie di strie luminose e mostra al centro un’immagine un po’ sfuocata e semitrasparente di una sagoma umana (fig. n°2) che viene attribuita immediatamente a Massimo (figlio defunto di Carla)!
Nel 1999, quando conobbi il caso e la Sig.ra Carla Castagnini che mi aveva richiesto una consulenza su quella fotografia, effettuai alcune misurazioni di accertamento sulla stessa di carattere spettrocromatografico e densitometrico che peraltro non evidenziò nessun tipo di contraffazione accidentale o voluta, e iniziai un’indagine di tipo antropometrico analizzando il volto di quella fotografia e comparandola con una reale fotografia di Massimo ( fig. n°3). A quell’epoca le misurazioni che avevo ricavato dai rapporti distanziometrici dei due volti a confronto su 12 punti antropometrici, in modo manuale, mi avevano convinto sulla reale possibilità che si trattasse dello stesso individuo (fig. n°4). Più tardi, un paio d’anni dopo, essendo entrato in possesso di una tecnologia molto più sofisticata (utilizzata anche dalle forze dell’ordine statunitensi), ho trovato la conferma delle misurazioni che avevo effettuato e soprattutto, dell’identità delle due immagini riconosciute entrambe appartenenti a Massimo Castagnini.
(Daniele Gullà)
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